ACCOLTO RICORSO PRESENTATO DA ASSOCIAZIONE “AREA 167″

Tar

Altra vittoria dell’ns. associazione!!!

La Direzione Regionale della Agenzia delle Entrate del Lazio ha accolto l’interpello scritto dal ns. presidente sig. Giuseppe Di Piero, in nome e per conto di alcuni associati che avevano visto rifiutata la possibilità di detrarre gli interessi passivi sul mutuo acquisto prima casa in diritto di superficie.

Archiviata questa battaglia, ci accingiamo ad impugnare la Delibera dell’Assemblea Capitolina n. 46/2017 in cui è stato stabilito che: LA TRASFOMAZIONE DEL DIRITTO DI SUPERCIE IN PROPRIETA’ PIENA, NON SAREBBE SUFFICIENTE AD ELIMINARE I VINCOLI DEL PREZZO MASSIMO DI CESSIONE DEGLI ALLOGGI EDIFICATI IN REGIME DI EDILIZIA AGEVOLATA-CONVENZIONATA DI CUI ALL’ART. 35 DELLA L. 865/1971.

In estrema sintesi, questo è quanto si legge nel provvedimento in epigrafe che, pero, si pone in una situazione di insanabile conflitto con il c. 46 dell’art. 31 della Legge 448 la quale prevede che le convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 possono essere sostituite con una nuova convenzione per una durata di 20 anni diminuita del tempo trascorso fra la data di stipulazione della convenzione che ha accompagnato la concessione del diritto di superficie.

La ns. associazione, rimanendo contraria allo svilimento della funzione sociale degli alloggi edificati in regime di edilizia residenziale pubblica, ritiene profondamente ingiusta la pratica dell’affrancazione laddove favorisce la speculazione sulla compravendita (e locazione) di tale tipologia di alloggi decorso un periodo di soli 5 anni dalla data di prima assegnazione.

Riteniamo invece ragionevole la possibilità prevista dal c. 46 dell’art. 31 della Legge 448/1998 (trasformazione diritto di superficie in proprietà piena) secondo cui, decorsi 20 anni dalla data di stipula della originaria convenzione per la concessione del terreno, tali alloggi possano uscire dal regime vincolistico previsto dalla L.865/1971 ed entrare nel regime dell’edilizia privata, chiaramente previo pagamento di un corrispettivo di trasformazione.

Roma Capitale, diversamente da quasi tutti gli altri comuni italiani ha travisato la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 18135/2015 ed ha stabilito che per uscire dal regime vincolistico del “prezzo massimo di cessione” bisogna effettuare sia il pagamento del “corrispettivo di trasformazione” che quello di “affrancazione”

Inoltre, pur avendone l’opportunità, l’Assemblea Capitolina non ha mai rimediato alla disparità di trattamento creata dalla Delibera del Commissario Tronca n. DKC 40/2016 con cui, a 14 dei 118 Piani di zona, è stato concesso l’abbattimento di un ulteriore 50% dei valori venali approvati la medesima delibera n. DKC 40/2016.

PER SOSTENERE QUESTA NOSTRA BATTAGLIA OCCORRE CHE ALMENO 300 PERSONE VERSINO L’IMPORTO DI € 50 (CHE COMPRENDE ANCHE LA SOTTOSCRIZIONE DELLA TESSERA ASSOCIATIVA RELATIVA ALL’ANNO 2018 PARI A 25 EURO).

Entro fine settimana sarà possibile effettuare la sottoscrizione anche on line.

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